Data: 31/08/2026Il mese di agosto 2026 è stato dominato dalle preoccupazioni sui tassi a lungo termine. Lo stallo delle negoziazioni tra Iran e Stati Uniti, sullo sfondo di attacchi sporadici, ha mantenuto la volatilità del petrolio, con il Brent che ha chiuso il mese a 89$. Il mantenimento dei prezzi dell’energia su livelli elevati ha riacceso i timori inflazionistici e ha pesato sui mercati obbligazionari. In risposta all’aumento dei tassi a lungo termine, il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha annunciato almeno un raddoppio degli acquisti di Treasuries a lunga scadenza nel trimestre.
I dati sull’inflazione pubblicati ad agosto, relativi al mese di luglio, hanno inviato un segnale contrastante. Negli Stati Uniti, l’inflazione totale (CPI) è rallentata al 3,4% su base annua, contro il 3,5% di giugno, mentre l’inflazione core è scesa al 2,5%, il livello più basso dell’anno. Nell’area euro, al contrario, l’inflazione è accelerata al 2,9%, contro il 2,8% di giugno, a causa di un nuovo aumento della componente energia (+10,3% su base annua), legato ai prezzi del petrolio e del gas. L’inflazione core si è attestata al 2,5%.
Le indagini sull’attività economica sono rimaste complessivamente ben orientate nonostante la pressione energetica. Nell’area euro, il PMI composito è salito per il terzo mese consecutivo a 52,1 ad agosto, il livello più alto da novembre, sostenuto dall’industria tedesca. Negli Stati Uniti, l’ISM manifatturiero è balzato a 55,6 a luglio, il miglior livello da maggio 2022, mentre l’ISM servizi si è mantenuto a 54,1. Al contrario, il rapporto sull’occupazione di luglio ha deluso, con 23.000 posti di lavoro non agricoli persi e forti revisioni al ribasso, anche se il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%, il livello più basso da tredici mesi, grazie a un nuovo calo del tasso di partecipazione. In Giappone, la disoccupazione è scesa al 2,4% a luglio, mentre l’inflazione a Tokyo ha raggiunto un massimo di cinque mesi ad agosto. La Cina rimane indietro, con i PMI scesi al minimo di quattro mesi a luglio, riflettendo ancora il contrasto tra i segmenti legati all’IA e il resto dell’economia.
Nessuna grande banca centrale si è riunita ad agosto. Il principale appuntamento è stato Jackson Hole, dove Kevin Warsh si è mostrato piuttosto rassicurante sull’occupazione ma preoccupato per la traiettoria dell’inflazione. Per la prima volta dall’inizio del suo mandato, ha indicato che l’attenzione della Fed deve ora concentrarsi prioritariamente sulla stabilità dei prezzi. Nell’area euro, i verbali della BCE suggeriscono che la maggioranza del Consiglio dei governatori sarebbe pronta ad aumentare i tassi a settembre per contenere gli effetti dell’aumento dell’energia. In Giappone, diversi responsabili della BoJ hanno sostenuto un’accelerazione del tightening, e i mercati ora anticipano una forte probabilità di un tasso all’1,25% già a settembre.
I mercati azionari hanno resistito bene alla volatilità del petrolio, sostenuti da un rinnovato interesse per il tema dell’intelligenza artificiale. L’S&P 500 ha registrato diversi nuovi record prima di chiudere il mese in rialzo del 2,6%. L’Eurostoxx 600 ha toccato anch’esso un massimo storico, prima di terminare con un progresso più modesto (+0,3%). Il Nikkei ha guadagnato il 3%, sempre sostenuto dai semiconduttori, mentre il MSCI Emerging è salito del 3,2%, anch’esso sostenuto dalla tecnologia.
I rendimenti obbligazionari sono generalmente aumentati, soprattutto a fine mese dopo il discorso di Kevin Warsh. Il decennale americano ha chiuso al 4,74%, il livello più alto dall’inizio del 2025. Il decennale tedesco è salito nettamente al 3,30%, il livello più alto dal 2011, in un contesto di attese di rialzo della BCE, mentre gli spread sovrani nell’area euro si sono leggermente ampliati. In Giappone, il decennale è salito al 2,92% in previsione di un tightening della BoJ. Infine, l’oro è rimbalzato fortemente (+9,6% nel mese), la sua migliore performance mensile da gennaio, sostenuto dalle misure interventiste del Tesoro americano.
Il mese è stato caratterizzato da un rapido rimbalzo, concentrato nella prima metà di agosto dopo il minimo di fine luglio. I software sono stati il principale motore del portafoglio, rappresentando la maggior parte della performance relativa, con forti rialzi su ServiceNow, Zscaler e Snowflake, grazie a pubblicazioni rassicuranti e a timori meno marcati riguardo a una possibile distruzione di valore del settore da parte dell’IA generativa. Anche la cybersecurity è rimbalzata fortemente, sostenuta da CrowdStrike e Rubrik. Il networking e l’infrastruttura hanno contribuito positivamente tramite Arista Networks e Lumentum. La sotto-performance rispetto all’indice è dovuta soprattutto a un’allocazione diversa da quella del benchmark, più esposto ad alcune grandi capitalizzazioni dell’infrastruttura IA, in particolare Nvidia, nonché alla debolezza relativa di diversi semiconduttori del portafoglio, soprattutto KLA. Al contrario, la selezione dei titoli all’interno dei Communication Services ha permesso di limitarne l’entità ed è stata complessivamente favorevole, con Netflix come forte contributore. Il rimbalzo è stato inoltre amplificato dalla chiusura di posizioni di hedge fund, soprattutto dopo l’episodio Situational Awareness.
La gestione ha proseguito le prese di profitto sui titoli che hanno rimbalzato di più, soprattutto nella parte software, al fine di ridurre il momentum e la concentrazione. Parallelamente, il fondo ha rafforzato o avviato posizioni giudicate più asimmetriche, con Samsung Electronics e rafforzando tatticamente alcuni adottatori dell’IA.
Il fondo rimane costruttivo sul ciclo di investimento legato all’IA, ma con un approccio più selettivo dopo il rimbalzo. La gestione privilegia i segmenti dove la visibilità fondamentale rimane più forte, come i software critici, la cybersecurity, l’infrastruttura di rete e alcune aree della memoria, mantenendo al contempo disciplina sulle valutazioni e sui punti di ingresso.