CPR Invest - Defensive - F EUR - Acc ISIN : LU1291159124
CPR Invest - Defensive - F EUR - Acc
F(C) - LU1291159124
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CPR Invest Defensive è il fondo "Feeder" del fondo comune di investimento francese (fondo “Master) CPR Croissance Défensive, ovvero investe almeno l’85% del patrimonio nel Fondo Master.
L'obiettivo di gestione è conseguire, in un orizzonte di investimento maggiore di 2 anni, un rendimento superiore all’indice di riferimento, con una volatilità massima attesa del 7%.
Il portafoglio è globale e diversificato e combina diverse classi di attività: azioni, tassi, titoli di credito, strumenti del mercato monetario, valute, strategie alternative, materie prime...
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Settore | Peso | |
|---|---|---|
| ARI - EUROPEAN CREDIT- I2 - C | Investment Grade EMU | 13,91% |
| CPR INVEST - CLIMATE BONDS EURO - Z EUR | Investment Grade EMU | 13,62% |
| BFT AUREUS ISR - Z (C) | Fondi monetari | 10,61% |
| CPR ABSOLUTE RETURN BONDS - Z (C) | Absolute Return Fixed Income | 9,86% |
| abrdn Em Mkt Lcl Ccy Dbt K Acc EUR | Gov. Globale Emergenti | 9,39% |
| Amundi EUR Corporate Bond ESG ETF DR C | Investment Grade EMU | 9,19% |
| Amundi EUR Corporate Bond 1-5Y ESG ETF A | Investment Grade EMU | 7,20% |
| CPR INV B&W EU STRAT AUTO 2028 II | Investment Grade Europa | 5,09% |
| Amu MSCI Emerg Mkt Ex Chn ETFAcc EUR DEU | Azioni Asia Emergenti | 2,28% |
| AMUN EUR HY Corp Bd ESG UCITS Dist (PAR) | High Yield Europe | 2,26% |
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psf.labels.effective_dateDopo un mese di settembre catastrofico, i mercati azionari sono fortemente risaliti a ottobre, trainati da un'economia sempre resiliente e da sorprendenti pubblicazioni di risultati.
E ciò malgrado un'inflazione che non smette di salire. Questi dati devono essere però considerati con precauzione, come spiegato da Bastien Drut, a causa di un effetto ritardato ("lag") dovuto al settore immobiliare.
In sostanza, pochi cambiamenti! Manteniamo due scenari di pari valore ai quali abbiamo integrato il tempo che ci avvicina ineluttabilmente al punto di inflessione della politica monetaria della Fed, cioè al cosiddetto "dovish pivot".
Nel nostro primo scenario, siamo vicini a questo punto di volta. Il giro di vite monetario già avviato e gli effetti di base permettono di prefigurare la stabilizzazione dell'inflazione nell'eurozona e il suo calo negli Stati Uniti, in un conteso economico più calmo. In questo scenario, i tassi lunghi ridiscendono e le azioni compensano, in parte, il forte calo subito dall'inizio dell'anno.
Il secondo scenario anticipa il persistere dei timori legati all'inflazione. La stabilità dei prezzi resta LA priorità delle Banche centrali, che non intravvedono ancora nessuna flessione sufficiente dell'inflazione... I mercati anticipano perciò il protrarsi del giro di vite monetario, a scapito della crescita, e vedono profilarsi una profonda recessione. In questo scenario, il rialzo dei tassi brevi è violento e le azioni crollano.
Nel portafoglio, siamo stati particolarmente attivi. Come si ricorderà, avevamo chiuso il mese di settembre con un'esposizione azionaria del 3%, principalmente tramite posizioni opzionali che permettevano di dinamizzare il portafoglio in caso di marcata risalita dei mercati. All'inizio del mese abbiamo rafforzato tali posizioni, le quali hanno assolto perfettamente alla loro funzione durante la fase di ripresa. Abbiamo inoltre accompagnato il rialzo dei mercati aumentando nettamente l'esposizione alle azioni, passata a oltre il 23% a fine mese. Abbiamo privilegiato le azioni americane, che sembrano maggiormente in grado di approfittare di questi rialzo.
Sui tassi, abbiamo preso profitti sulle posizioni venditrici detenute sulle scadenze brevi, sia americane che europee. La sensibilità è così risalita oltre quota Lo scopo di questa strategia è quello di approfittare del carry obbligazionario, ridiventato interessante.
Infine, abbiamo mantenuto gli attivi di diversificazione, sia sui punti morti di inflazione che sulle materie prime, nonché le esposizioni al dollaro.
E ciò malgrado un'inflazione che non smette di salire. Questi dati devono essere però considerati con precauzione, come spiegato da Bastien Drut, a causa di un effetto ritardato ("lag") dovuto al settore immobiliare.
In sostanza, pochi cambiamenti! Manteniamo due scenari di pari valore ai quali abbiamo integrato il tempo che ci avvicina ineluttabilmente al punto di inflessione della politica monetaria della Fed, cioè al cosiddetto "dovish pivot".
Nel nostro primo scenario, siamo vicini a questo punto di volta. Il giro di vite monetario già avviato e gli effetti di base permettono di prefigurare la stabilizzazione dell'inflazione nell'eurozona e il suo calo negli Stati Uniti, in un conteso economico più calmo. In questo scenario, i tassi lunghi ridiscendono e le azioni compensano, in parte, il forte calo subito dall'inizio dell'anno.
Il secondo scenario anticipa il persistere dei timori legati all'inflazione. La stabilità dei prezzi resta LA priorità delle Banche centrali, che non intravvedono ancora nessuna flessione sufficiente dell'inflazione... I mercati anticipano perciò il protrarsi del giro di vite monetario, a scapito della crescita, e vedono profilarsi una profonda recessione. In questo scenario, il rialzo dei tassi brevi è violento e le azioni crollano.
Nel portafoglio, siamo stati particolarmente attivi. Come si ricorderà, avevamo chiuso il mese di settembre con un'esposizione azionaria del 3%, principalmente tramite posizioni opzionali che permettevano di dinamizzare il portafoglio in caso di marcata risalita dei mercati. All'inizio del mese abbiamo rafforzato tali posizioni, le quali hanno assolto perfettamente alla loro funzione durante la fase di ripresa. Abbiamo inoltre accompagnato il rialzo dei mercati aumentando nettamente l'esposizione alle azioni, passata a oltre il 23% a fine mese. Abbiamo privilegiato le azioni americane, che sembrano maggiormente in grado di approfittare di questi rialzo.
Sui tassi, abbiamo preso profitti sulle posizioni venditrici detenute sulle scadenze brevi, sia americane che europee. La sensibilità è così risalita oltre quota Lo scopo di questa strategia è quello di approfittare del carry obbligazionario, ridiventato interessante.
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CPR Invest Defensive è il fondo "Feeder" del fondo comune di investimento francese (fondo “Master) CPR Croissance Défensive, ovvero investe almeno l’85% del patrimonio nel Fondo Master.
L'obiettivo di gestione è conseguire, in un orizzonte di investimento maggiore di 2 anni, un rendimento superiore all’indice di riferimento, con una volatilità massima attesa del 7%.
Il portafoglio è globale e diversificato e combina diverse classi di attività: azioni, tassi, titoli di credito, strumenti del mercato monetario, valute, strategie alternative, materie prime escluse quelle agricole, esposte a tutte le aree geografiche inclusi i mercati emergenti.
L’esposizione azionaria è compresa tra lo 0% e il 30% del patrimonio complessivo del Fondo e la duration è compresa tra -1 e +8 anni.
L'obiettivo di gestione è conseguire, in un orizzonte di investimento maggiore di 2 anni, un rendimento superiore all’indice di riferimento, con una volatilità massima attesa del 7%.
Il portafoglio è globale e diversificato e combina diverse classi di attività: azioni, tassi, titoli di credito, strumenti del mercato monetario, valute, strategie alternative, materie prime escluse quelle agricole, esposte a tutte le aree geografiche inclusi i mercati emergenti.
L’esposizione azionaria è compresa tra lo 0% e il 30% del patrimonio complessivo del Fondo e la duration è compresa tra -1 e +8 anni.
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